mercoledì 5 febbraio 2014

TALES FROM BAULE, il fumetto dei sognatori Licaoni

Ieri sera cercavo un film online.
L'incapacità, il portatile vecchio senza i giusti aggiornamenti, la sfiga, l'universo contro e va a finire che mi si chiedono le solite iscrizioni con il codice della carta, che i link portano a pagine vuote, che i cugini del galeotto Megavideo mi fanno lo sgambetto e i film che cerco sembrano stati ritirati dal web.

Che fare a quel punto?
Tradita dai film che volevo vedere e senza più pazienza, non rimaneva che buttarmi su YouTube, fedelissimo amico delle nottate inconcludenti, e dirigermi sicura, tra un corso di cazzotti e uno di cinema, su Kiss Me Lorena, primo film italiano ad essere distribuito gratuitamente online, primo film caricato su YouTube Italia da un partner, produzione very-low-budget dal no-sense più sfrenato tipico e inconfondibile dei Licaoni, in arte Francesca Detti e Alessandro Izzo, made in Livorno, NextUpper e Cineasti col cuore appassionato. (chi sono i Licaoni? noi ne abbiamo già parlato, cliccate qui)

Kiss Me Lorena è un film indipendente e autoprodotto, girato dieci anni fa e rimontato e rimasterizzato per essere pubblicato sul canale, di cui trovate tutte le curiosità e le informazioni sul sito ufficiale e sul lica-blog.
Di recensioni, di critiche, di complimenti ne è pieno internet (pure i genitori del film se ne sono scritte quattro) e di certo sono abbastanza cineignorante per evitarne ulteriori.

La tecnica narrativa di KML mi porta però direttamente su un altro lavoro targato Licaoni: Tales From Baule, fumetto a tiratura limitata lanciato in occasione del LUCCA COMICS & GAMES 2013.
Entrambi sono un continuo saltare dalla realtà alla finzione, la rappresentazione di quello che vorremmo e quello che invece succede, la favola bella che però ci riporta coi piedi a terra.

Con gli anni e senza i fondi, il cassetto dei sogni dei Licaoni si è trasformato in un baule pieno di idee, progetti, filmoni dai budget faraonici e di quelli alla "spago-e-fil-de-fero", sceneggiature di sitcom e sequel rimaste tutte sulla carta.
Barcamenandosi tra pile di parole, Alessandro e Francesca si chiedono che cosa possa mai essere andato storto, e forse alla fine si danno una risposta. Tra un Frusciante e un Dio barbuto, tra mostri mutanti e i super-cattivi del corso di cazzotti, ci fanno annusare l'odore dei nostri sogni, ci tolgono le maschere anti-passione che a volte dobbiamo indossare perché il mondo è ostile ai nostri talenti.

Il fumetto dei Licaoni è ciò che li riporta da dov'erano partiti, ma non perché Alessandro prima di far carriera era un fumettista. Tales From Baule parla di quando abbiamo l'idea geniale che ci fa spostare le montagne, di quando non vogliamo ascoltare gli altri perché abbiamo chiaro di fronte il nostro obiettivo, di quando siamo soddisfatti qualsiasi cosa succeda, dopo aver realizzato i nostri sogni.

Tre mesi fa Francesca mi faceva promettere di dirle cosa pensavo del loro fumetto. L'ho letto subito, sul treno che mi riportava a casa, coi piedi a terra, e l'ho riletto un mese fa, che mi ero un po' persa per strada e non trovavo più il mio baule. Tales mi è piaciuto, perché con le mani sapienti di disegnatori esperti mi ha trasportato in un mondo accattivante, e perché Alessandro e Francesca alla regia hanno saputo incorniciare alla perfezione tutti i loro attori. M'è piaciuto soprattutto alla fine, perché il mostriciattolo che poi ci fa accantonare le idee è proprio il motivo per cui dobbiamo continuare a riempire il baule, che fra dieci anni sarà un armadio alto e profondo, e poi un cabina e così via.

Proprio ieri Facebook compiva dieci anni e Mark ci regalava il film della nostra social-vita: musica melodrammatica e l'effetto scorrimento che non delude mai.
Dieci anni fa, invece, i Licaoni ci regalavano per la prima volta un film verissimo, tante storie in una sola, come quelle che portano dentro quelli che i sogni riescono a renderli reali, dentro e poi, chissà, anche fuori da sé.

I Licaoni fanno un lavoro stronzo in un paese che non premia mi ha stoffa e chi ha un baule di idee per arricchirlo, ma lo continuano a fare con amore, con garbo, con qualcosa in più. Loro la chiamano insicurezza, io la chiamo intuizione. Ma sempre avendo una vita piena. 

Leggete Tales From Baule. Lo trovate qui!

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