giovedì 20 febbraio 2014

Social-intervista al giovane pianista Francesco Parrino

Francesco Parrino è uno studente di Parma, ha vent'anni e suona il pianoforte. Il modo in cui lo fa, però, non mi ha lasciata indifferente. C'è qualcosa nelle sue canzoni che ogni volta mi dà sensazioni diverse, ogni volta scoperte nuovissime, carezze nel cuore, e non potevo fermarmi senza capire cosa ci fosse sotto.
Così lo cerco, e Francesco mi parla di quello che più ama e più lo coinvolge.

Parliamo di musica, ovviamente, del passato e del futuro, dei pianisti classici e di quelli moderni. Il presente, invece, è tanto bello quanto difficile, la musica arranca e basta vedere le classifiche per intercettarne l'andazzo.

Da due anni fa anche parte degli EARTHIST, una band di ispirazione britpop/alternative rock, con la quale ha scritto e pubblicato l'album Now.Here.Or Nowhere: Ho trovato la dimensione che mi mancava, mi confronto con persone che hanno i miei stessi gusti, e scriviamo la nostra musica. Ci piace spaziare, fondere insieme le diverse atmosfere che ogni genere ricrea.

Di fare proprio un genere o un pezzo, Francesco ne sa qualcosa. Ad ascoltare uno dei suoi brani, capirete subito di non avere di fronte solo delle tracce strumentali ma delle cover vere e proprie: sarete trasferiti immediatamente in una dimensione alternativa, e vi sembrerà di sentire persino l'umore e la sensazione che l'artista voleva trasmettere, vi sembrerà di essere lì.


Di gente capace di suonare il pianoforte ce n'è tanta, ed anche in quello che ai più può sembrare uno strumento statico e impersonale, la bravura di chi sa distinguersi dagli altri risiede nel saper rendere la musica uno stralcio di sé, nel sapersi unire al suono e sentirlo davvero addosso.
Quando suono, mi dice, è come se le mie braccia fossero il prolungamento dei tasti, o i tasti quello delle mie mani. Dopo tutti questi anni, non è più un solo sedersi e suonare, ma si diventa un tutt'uno con la musica. A meno che non stia suonando qualcosa che non mi piace: in quei casi mi sento seduto, riesco a sapere pure che ora è.




Sotto ai suo video è possibile scaricare gratuitamente il pezzo e lo spartito scritto direttamente da Francesco "only by ear", solo a orecchio. Ciò che più mi ha colpito di lui, infatti, l'ho letto online: il suo diletto più grande è ascoltare una canzone, catturarne ogni singola nota e dettaglio e poi scriverla per aiutare molte altre persone a suonare le canzoni che amano. 
Francesco mi racconta così di essere nato con una fortuna divertentissima che si chiama orecchio assoluto (la capacità di identificare una nota musicale, avendola ascoltata anche una sola volta, senza l'ausilio di un suono di riferimento): poter mettere a disposizione di tutti la sua capacità e la musica che tanto ama è forse l'espressione più vera e genuina della musica: la generosità.

Il canale di Francesco si piazza fuori dalla community italiana: l'universalità del suo repertorio e la potenza di YouTube fanno sì che chi lo segue provenga da ogni parte del mondo, realizzando l'intento più nobile della musica, quello di unire le persone. Che rapporto ha con loro? Quello di una persona che appena può, risponde alle domande e cerca di essere utile. 

Siccome però avevo piacere di introdurre ancora di più Francesco nella nostra folta community, ho chiesto agli utenti di mandarmi le domande per l'intervista vera e sono tutte qui sotto - sperando che questo piccolo spazio nel magma telematico sia ancora una volta il filo che faccia scoprire le innumerevoli e interessanti realtà a chi passa di qui.


Chi o che cosa ti ha fatto avvicinare per la prima volta al pianoforte? (Anselmo Sangiovanni)
La prima volta che mi avvicinai al pianoforte (all'età di pochi mesi) ero in braccio a mio padre, il quale mi poggiava le ditine sui tasti. Evidentemente la cosa mi piacque, perchè iniziai a suonare a 4 anni.

Da quanto tempo studi piano? Quanti strumenti sai suonare? (Michele Checcheli Salaris)
Studio pianoforte da quando avevo 5/6 anni, passando per lezioni di gruppo per bambini, lezioni private a scuola, tre anni di Conservatorio e ulteriori lezioni private. Strimpello anche la chitarra e la batteria quando mi capita.

Cosa provi quando suoni? (Roberto de Marzi)
Quando suono il tempo si ferma: potrei essere in qualunque posto del mondo o potrebbe cadermi un meteorite addosso, comunque penso che non mi accorgerei di niente. Entro nel mio mondo (e ci sto per un po')

Pensi che YouTube valorizzi a pieno i canali di chi ha un talento come il tuo? 
Sì, abbastanza: ti può vedere e sentire chiunque da ogni parte del mondo e questa è una cosa buona e stimolante. Se fosse previsto anche un minimo compenso per ogni target di visualizzazioni ottenute, la cosa si farebbe ancora più interessante (magari esiste, ma io non ne so nulla)

Ti piacerebbe dare lezioni? Che consiglio daresti a chi vorrebbe imparare a suonare? (Emanuele Marco O'Boulter)
Sì, mi piacerebbe; a chi vuole imparare dico solo che ci vuole costanza e sacrificio anche nei momenti in cui si vorrebbe fare tutt'altro. Come in tutte le cose...

Cosa ti colpisce maggiormente appena ascolti per la prima volta una canzone? E cosa ti fa decidere di riprodurla al piano? (Cinzix Carnevale)
Ci sono tre tipologie di canzoni: quelle che non mi piacciono (e vengono scartate), quelle di cui mi innamoro appena le sento, e quelle che al primo ascolto non mi dicono un granchè ma ascoltandole più volte mi fanno aprire le orecchie di nuovo. Se la canzone rientra nelle ultime due tipologie, potrebbe uscirne una cover.

Quali sono, secondo te, la tua cover migliore e peggiore? (Emanuele Marco O'Boulter)
Lascio giudicare questo a chi ascolta.

Hai mai composto qualcosa di tuo? (Mattia Grillo)
Ho composto diverse canzoni con testi (insieme al mio gruppo) ma anche dei brani per piano solo: nel 2010 le ho riunite nel mio primo disco amatoriale "Night Planet". L'omonima canzone è stata (ed è tuttora) colonna sonora del "World Sleep Day", convegno annuale internazionale sulla Medicina del Sonno.

Che pensi dei tutorial di piano che si trovano su YouTube? Li trovi utili? Hai mai pensato di farne qualcuno? (Andrea Cerasuolo)
I tutorial di YouTube sono una manna dal cielo per chi vuole imparare un brano e non può farlo ad orecchio: il problema più grande, che dà il via ad una irreparabile reazione a catena, sorge quando qualcuno mette in rete un tutorial sbagliato! Ho fatto un solo tutorial (sul vecchio canale, non più in rete): "Aria" di Giovanni Allevi

Come si è evoluto il tuo rapporto “fisico” con il tuo strumento? Lo avverti diversamente da adesso? (Letizia Bosi)
Crescendo, mi sto accorgendo che il piano ed io diventiamo una cosa sola, quando suono; forse perché ho imparato ad utilizzare meglio sia le mani sia il resto del corpo.

Quale dovrebbe essere secondo te il ruolo della musica? (Cinzix Carnevale)
Il ruolo attribuito dalla musica è soggettivo: personalmente, definisco "musica" quel momento in cui sto ascoltando qualcosa/qualcuno e mi viene la pelle d'oca.

La pelle d'oca è ciò che provo anche io quando sento le mie canzoni preferite reinterpretate da Francesco, un ragazzo giovane, appassionato e studioso, su YouTube con l'unica intenzione di fare la sua musica.
Perché proprio a dispetto di tutte le polemiche sterili sui musicisti e sui generi, sui gusti e sulla tecnica, la musica è solo ciò che ci fa emozionare.


2 commenti:

  1. Bell'articolo Eleonora e complimenti a Francesco sia per questa passione, sia per le risposte!
    Contento nel mio piccolo di aver contribuito all'intervista.

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    1. Grazie a te! E' stato divertente e sicuramente si ripeterà!

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