giovedì 5 settembre 2013

Alla scoperta del Nuoto di Fondo con Martina Grimaldi, campionessa mondiale e olimpica in acque libere

La storia del nuoto di fondo è antica e recente allo stesso tempo. 
Nella Grecia antica, patria delle Olimpiadi, il nuoto in acque libere faceva già parte della prima educazione dei ragazzi. Le attività natatorie - insieme all'arte di navigare - rientravano nelle classiche abitudini quotidiane, belliche e di approvvigionamento, ed il nuoto era una pratica ricreativa, un passatempo nonché un allenamento che però non rivestiva alcuna importanza agonistica. 
E' facile comprendere però il ruolo chiave del nuoto nelle civiltà antiche: basti pensare che per i Greci ed i Romani una persona incolta era proprio quella che non sapeva né leggere né nuotare

In acque libere si è gareggiato anche durante i Primi Giochi Olimpici dell'età moderna voluti da Pierre de Coubertin nel 1896 ad Atene e a Parigi, nella Senna, per l'edizione successiva del 1900. Nonostante questo, l'attuale disciplina del fondo si è sviluppata molto più recentemente: oggi comprende quattro categorie: mezzo fondo fino a 5 km, fondo fino a 15, gran fondo fino a 25 e maratona oltre i 25 km.
Nel 1991 le gare di fondo sono state incluse ai Campionati Mondiali di nuoto in svolgimento a Perth, in Australia e fanno parte delle discipline olimpiche solo dal 2008, anno dalla XXIX edizione dei Giochi a Pechino.

Anche se si parla ancora troppo poco del fondo in Italia, la squadra dei nuotatori è ricca di campioni. 
Tra tutti spicca Martina Grimaldi, bolognese, classe '88, atleta del Circolo UISP di Bologna allenata da Fabio Cuzzani e in forza alle Fiamme Oro, gruppo sportivo della Polizia di Stato, oro nella 25km agli ultimi Mondiali di nuoto di Barcelona nello scorso luglio. Meno di una settimana fa, domenica 1 settembre, ha vinto la Maratona Capri-Napoli Trofeo Banco di Napoli (36 km) migliorando di mezz'ora il record femminile (che ora è di 6'31''26), riconfermando il titolo iridato conquistato a metà agosto in Macedonia all'Ohrid Lake. La gara è valida come ultima tappa del Grand Prix Fina, ovvero la parte di Coppa del Mondo riservata alle gare che superano la distanza di 10 km. 

La carriera internazionale inizia agli Europei di Budapest nel 2006 ma la prima medaglia arriva a casa nostra, ai Mondiali di Roma del 2009, dove si aggiudica il bronzo nella 10 km, la sua gara preferita. Da quel momento Martina non scende più dal podio: oro nella 10 km ai Mondiali di Roberval del 2010 - dove però subisce una squalifica nella 25 km per aver inavvertitamente toccato il pontone di rifornimento - e ali Europei di Piombino dello scorso anno, bronzo nella 25 km dei successi Europei di Budapest e argento, a completare, ai Mondiali di Shangai nel 2011. 

Dopo aver vinto la gara preolimpica che si è svolta ad Hyde Park, Martina ottiene anche l'unica medaglia italiana nel nuoto alla XXX edizione dei Giochi Olimpici di Londra, giungendo terza nella 10km.

Martina è l'OSPITE che fa riaprire i battenti a Passione YouTube. 
La storia di un'atleta che si dedica a distanze lunghe in cui sono necessarie concentrazione, tenacia e preparazione, come in ogni cosa che amiamo e a cui dedichiamo il nostro tempo. 
Il nuoto in acque libere presenta caratteristiche diverse dal nuoto in vasca: il contatto con la natura, la vicinanza con tutti gli altri atleti o la durata delle gare - che arrivano anche a 6 o 7 ore - che fanno di questo sport un'ennesima metafora della vita. Abbiamo avuto il piacere di parlarne proprio con lei.

La tua intervista riavvia le pubblicazioni dopo la pausa estiva. Spenti i riflettori su Barcelona, si sono appena concluse anche le gare del Grand Prix Fina. Ora ti riposerai o torni subito a lavoro? 
Il riposo aspetterà ancora un po': tra settembre e ottobre ci saranno due gare di Coppa del Mondo sulla 10 km. Sono seconda a parimerito nel ranking mondiale quindi vorrei cercare di mantenere quella posizione o scivolare al terzo posto.

I risultati non mancano e questo ultimo mese ne è la prova: che atleta è Martina Grimaldi? A chi si ispira? 
Sono un'atleta determinata, che mette tutto in ogni gara che fa e a volte pretende un po' troppo da se stessa.
A chi mi ispiro? Quando ero più giovane, alle prime gare del fondo, mi ispiravo a Viola Valli, Marco Formentini e Simone Ercoli.


Quando hai capito che ti saresti dedicata al nuoto di fondo?
Nel 2005 mi sono qualificata per gli Euro Junior nella 5 km mentre nel 2006 è arrivata la qualificazione per gli Europei di Budapest con la Nazionale Assoluta....quindi forse è proprio da questo episodio che è incominciato tutto!

Come ci si prepara, fisicamente e mentalmente, a delle gare così lunghe? 
Fisicamente sappiamo di essere pronti per queste gare, ovviamente ci vuole la giusta preparazione. Nella 25 km all'inizio facevo molta fatica dal punto di vista mentale mentre ora, per le prime due ore, cerco di andare quasi in stand-by.

E' facile perdere la concentrazione in acqua? Cosa passa per la mente durante tutto quel tempo?
Diciamo che per la 5 e la 10 km è difficile perdere la concentrazione. Durante le gare più lunghe ovviamente è più facile ed è per questo che cercò di andare in stand-by almeno per le prime due ore

Sei stata l'unica atleta italiana a portare a casa una medaglia nel nuoto alle Olimpiadi di Londra dello scorso anno, l'unico oro agli ultimi mondiali: perché del nuoto di fondo si parla così poco? 
Purtroppo si parla poco del nuoto di fondo perché non è molto visibile. Noi però cerchiamo di farci conoscere sempre di più tramite i nostri risultati.

La cosa migliore e la cosa peggiore della vita da atleta. Non saprei. Se uno fa l'atleta è perché ama lo sport che ha scelto e molte persone, che solitamente non praticano sport, dicono che bisogna fare delle rinunce. Beh io non le chiamo rinunce o sacrifici, perché sono, appunto, scelte.

Quale competizione ricordi con più piacere e perché? 
Non ce n'è una in particolare: ogni gara ha un suo motivo per essere ricordata, un qualcosa che la distingue dalle altre.

Cosa si prova quando si subisce una squalifica in gara come quella di Roberval? Trovi che un atleta debba essere sempre pronto ad incassare il colpo?
Si, ognuno deve saper incassare il colpo e deve pagare i proprio errori

Non sono rari invece nel fondo dei colpi sott'acqua: non si rischia di essere visti? Si risponde ad una botta ricevuta? 
I colpi sott'acqua ci sono e sono i più difficili da vedere. Altre scorrettezze non sott'acqua, sia l'azione che la reazione, possono essere notate dai giudici e si rischia un'ammonizione o una squalifica.

Sei iscritta a Scienze Statistiche. Se mai dovessi scegliere: il nuoto o la laurea? 
Vorrei cercare di portarli avanti entrambi anche se tra allenamenti e collegiali è veramente difficile perché non ho molto tempo per studiare. Magari quando la passione per il nuoto verrà meno mi dedicherò un po' di più allo studio!


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