lunedì 10 dicembre 2012

L'INTERVISTA: Shooter Hates You ed il suo Breaking Italy

Quando Roberto Bonetti, nella scorsa intervista, parlava di investire in qualcosa su YouTube che possa fare la differenza, in un'alternativa a quello che esiste già, avrebbe potuto benissimo riferirsi all'argomento della nostra seconda intervista!

Oggi parliamo con Alessandro Masala, conosciuto nel mondo di YouTube come SHY, abbreviazione di Shooter Hates You. Cagliaritano, o come si definisce lui stesso "casteddaio", geek, classe 1984: Alessandro dopo il diploma scientifico si iscrive a Scienze Politiche. Decide di mollare l'università e tenta la carriera alberghiera: lavora a Roma e Milano, ma si sente stretto, annoiato, triste, e con una gran bella lezione di vita – per gli altri – torna a Cagliari, per fare le due cose che più lo rendono felice: dipingere e produrre video.

Aveva già aperto il suo primo canale, blushooter, con l'intento di dare più visibilità alla Sardegna, ma che con il tempo si è trasformato in un contenitore variegato, in cui ogni video rifletteva direttamente una sensazione o una situazione che stava vivendo al momento. Tra i tanti, infatti, se ne nasconde uno dal titolo "What makes a life worth living?" ("Per che cosa vale la pena vivere?"): una risposta a tutti coloro che vedevano, nella sua scelta solo un hobby, o peggio, una perdita di tempo; una storia, al contrario, per tutti quelli che ogni giorno si trovano nella condizione di dover decidere se seguire una strada tracciata che li riempie di dubbi, o il proprio percorso, lungo un sentierino difficile, che però li possa rendere soddisfatti, e, magari, felici.





Con il tempo e con la passione, Alessandro/Shy approda ad un vero e proprio progetto che dura ormai da più di un anno, la trasposizione su video – come da lui stesso specificato – di ciò che fa in piazza, quando si mette a discutere con gli amici dei fatti che accadono nel mondo. Voleva qualcosa di pop, così è nato Breaking ItalyNon un semplice notiziario, è piuttosto un format originale e coinvolgente: "lo show che va in onda dal lunedì al venerdì, in cui parliamo di cosa succede nel mondo" – che è anche la frase con cui si apre ogni puntata.
Per capire cosa si nasconde dietro a Breaking Italy, ed il perché del suo successo, non potevamo far altro che rivolgerci proprio a chi l'ha inventato.

Ciao Alessandro, o meglio Shooter Hates You! Il tuo nick (shooter, letteralmente "tiratore, colui che spara") deriva dalla tua passione per i videogiochi. Quanto sono stati influenti per la tua crescita/preparazione?

Moltissimo. Cominciamo con il dire che i videogiochi sono largamente sottovalutati, come "fenomeno", specialmente in Italia; chi non è dentro al mondo del gaming li bolla come semplici passatempi per ragazzini, senza sapere che ormai, dietro, c'è molto di più: trame da far invidia a libri e (soprattutto!) cinema, fervide community, competizioni a livello professionistico e persone che fanno del "video-gaming" la loro carriera. Io ho avuto la fortuna di appassionarmi a questo mondo da subito, e la mia cultura è permeata di riferimenti di "pop-culture videoludica"; inoltre è proprio grazie ai videogames che ho imparato a parlare fluentemente l'inglese.

Com'è nata la tua passione per YouTube? Dopo quanto hai creato un canale?

Da subito. Mi sono appassionato a YouTube quando ancora non era stato acquistato da Google, e iscritto (parecchi) mesi dopo quando ho iniziato a desiderare di far parte della community di utenti che lo visitava giornalmente, commentando i video. Ma da "YouTuber" sono presente da tre anni. In termini italiani è forse tanto, ma in assoluto non è troppo, contando che ci sono utenti americani che seguo da cinque anni e che ho visto crescere. Mi sento improvvisamente vecchissimo, addirittura antico.

Come hai avuto l'idea di produrre questo show?
I giovani in Italia hanno tanto da dare, e fa spesso comodo bollarli come mammoni, bamboccioni, scazzati a chi ha in realtà paura della loro naturale inclinazione a cambiare le cose. Siamo un paese che ha paura dei cambiamenti, quindi per far sì che non avvengano dipingiamo tutto ciò che ci circonda come incredibilmente complesso e noioso, in modo da scoraggiare i giovani. Ma non c'è nulla di noioso, e tutto può essere spiegato semplicemente: se non si è in grado di farlo, significa che non si è compreso di cosa si sta parlando. Forse volevo dimostrare questo.



Quanto tempo dedichi giornalmente alla realizzazione della puntata? Con quale criterio scegli le notizie da commentare?
La mia giornata lavorativa inizia alle 7 del mattino e finisce alle 20, in genere. Qualche volta di meno, qualche volta di più. Lavoro tantissimo e nel poco tempo libero che ho, spesso, parlo di lavoro, alienando chi mi circonda. Le notizie le scelgo, di proposito, in modo che siano cose che principalmente interessano a me, evitando di scadere nella scelta di argomenti solo perché "di tendenza". Credo che questo renda lo show più "intimo" in un certo senso, e anche più reale; chi mi guarda spesso se ne accorge.

Quanto è importante il rapporto con il pubblico? Cosa sono i "raduni della gentaglia"?

Il rapporto con il pubblico è fondamentale..ma non parlo in generale, solo riferendomi al mio caso. Attorno a Breaking Italy è nata una community di persone critiche ed attente a ciò che le circonda, e sono proprio loro ad essere la spina dorsale dello show. Senza le discussioni, spesso molto animate, che si scatenano in merito agli argomenti trattati, Breaking Italy non sarebbe la stessa cosa, o peggio, non esisterebbe più da tempo. I raduni della gentaglia, invece, sono dei live show che faccio (in teoria ogni lunedì, in pratica qualche lunedì), nei quali è possibile proporre degli argomenti o delle domande a cui rispondo io, o che ogni tanto giro a chi guarda. E' un bel momento, purtroppo riesco ad organizzarne sempre meno, il tempo è quello che è.

A proposito di pubblico, chi è lo spettatore medio di Breaking Italy, e quello che non ci si aspetterebbe?

Lo spettatore medio di Breaking Italy fortunatamente non esiste. A detta di molti, la "Gentaglia" (il nome della community della quale parlavo poco fa) è l'unione di un pubblico molto disomogeneo, sia per interessi che per età.

Quasi un anno fa, hai detto che Breaking Italy non è un'attività da poter fare a tempo perso, specificando che se non fosse cresciuta, prima o poi l'avresti chiusa. E' cambiato qualcosa in questi mesi? Insomma, sei riuscito a trasformare "YouTube" in un vero lavoro?

In un certo senso sì, dato che è quello che faccio per vivere; ma la strada da percorrere è ancora lunghissima, anche nel far accettare e capire che quello che faccio è effettivamente un lavoro a tutti gli effetti. Quando la notte vado a dormire sono contentissimo, ma anche stanchissimo.

Recentemente hai dovuto ribadire "Io non sono Mentana. Se guardate solo me per avere un'informazione è un errore. Non sono nemmeno un giornalista. Sono un blogger. Parlo di ciò che mi va e tra i miei interessi ci sono tante cose." Il tuo show, in effetti, non è un notiziario puro e semplice, ma piuttosto un "commentario di notizie": credi che esprimere il tuo parere sia un deterrente ad un eventuale progresso di Breaking Italy, o piuttosto la chiave del suo successo tra gli utenti?

Esprimere il mio parere è fondamentale, è l'essenza stessa dello show. Breaking Italy rappresenta (o vorrebbe rappresentare) un momento nel quale, giornalmente, è possibile sentire qualcuno che ti racconta cosa sta succedendo, come se lo stesse facendo un amico seduto al pub. Un amico seduto al pub ti racconta un po' i fatti, ci mette una sua opinione, fa qualche battuta; la stessa cosa faccio io. Posso assicurarti che se dovessi sentirmi parlare con un amico di qualcosa che ci è capitata, lo farei nello stesso modo.

Tra le tue passioni c'è anche la pittura: hai detto, però, di non aver mai studiato Storia dell'arte. A cosa ti ispiri? Come definiresti il tuo stile?
Mi ispiro alla pop-art, principalmente... anche se ovviamente dire pop-art, in questo momento, è come dire che mi piacciono "le bibite gassate"; ma pur se risulta abbastanza generico, sarebbe pretenzioso da parte mia fare grandi nomi. Diciamo che l'astrattismo non mi piace e il realismo mi annoia, quindi quello che ne risulta è necessariamente qualcosa che non sia nessuna delle due cose, e che in più sia particolarmente attento ad avere dei colori brillanti e delle influenze dal mondo geek. Chiamiamolo nerd-pop.


Passiamo ora alle domande di rito. Quale qualità deve avere uno YouTuber secondo te?

Dipende da cosa vuole fare, ormai anche a dire YouTuber si ritorna alle bibite gassate: attori, comici, registi, sceneggiatori, critici, vloggers, ballerini, tecnici di audio e di effetti visivi; c'è di tutto, magari con un bel "in potenza" finale, ma è davvero una marea sconfinata di persone, spesso con molto talento. Io come qualità consiglierei l'umiltà: con quella non si sbaglia mai, e spesso manca.

Consigliaci anche tu 5 canali da seguire!

Less is more, ne consiglio due. Uno è il canale dei BornToBeBurned, duo sassarese che sforna degli spettacolari corti ad alto contenuto di effetti visivi. Il secondo, invece, è un canale poco conosciuto, floydthen3rd, di un utente che si chiama Matteo Floyd: lui fa una serie di video chiamata "Geek Zone"; sono dei Vlog, per sua ammissione direttamente ispirati a Breaking Italy, in merito a tutto ciò che è tecnologia. Vi avverto però, spesso è molto tecnico, quindi è un canale per appassionati.


Progetti per il futuro?
Tantissimi...ma tutti segreti per ora!

In un certo senso, Alessandro è l'esempio opposto di tanti altri YouTuber – quasi tutti, a dir la verità – che trasportano su YouTube il loro lavoro e le loro abilità e su di essi costruiscono dei canali. Siamo di fronte ad un ragazzo che sta provando a rendere un lavoro la sua passione per il sito e per la tecnologia; per non parlare del fatto che Breaking Italy è pensato e realizzato con molta professionalità e cura dei particolari, le puntate hanno la giusta 
durata e che, ogni volta, si crei una discussione costruttiva e profondamente argomentata tra i vari utenti, fulcro dello show.


Insomma, se dovessimo fare noi la domanda What makes YouTube worth existing for?, per cosa vale la pena che YouTube esista, Breaking Italy è certamente una delle risposte, pescata tra i tanti progetti degni d'attenzione che ci offre YouTube Italia.

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